– 8 giorni: del perché nasce questo blog // part 1

Mi chiamo Anna e sono l’ennesima neolaureata / neodisoccupata / frutto marcio dell’albero della generazione stagisti. Questo blog nasce dalla voglia di condividere il mio secondo espatrio in Spagna.

Cercando informazioni su Malaga, mi sono accorta che non esistono molti blog italiani che ne parlino. Ne ho trovati a decine di americani, ma di italiani praticamente nessuno. Lungi da me sopperire a questa mancanza, educare e informare è più o meno l’ultima cosa che mi interessa: scrivo perché mi piace farlo, perché ogni volta che mi capita qualcosa la prima cosa che penso è ‘oddio, devo bloggarlo’. Suona come una stronzata, lo so, però è così. Non ho alcuna velleità artistica né questo blog pretende di essere un capolavoro letterario di quelli che poi diventano libri. Ci saranno inevitabilmente alcune informazioni sulla Spagna e su Malaga, ma non aspettatevi feedback sul Museo Picasso o sul Thyssen, qui al massimo troverete recensioni su quali siano i migliori bar di tapas.

Al momento sono eccitatissima e oberata di documenti e burocrazia da compilare quindi le mie immediate impressioni pre-partenza potrebbero senz’altro essere dettate da uno stato d’animo abbastanza delirante.

Riassumendo:

Mi sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale il 17 luglio, il 18 scadeva il bando della mia università per aderire al progetto Leonardo e, ancora ubriaca dai festeggiamenti, ho consegnato la domanda esattamente l’ultimo giorno, visto che per farla bisogna essere laureati. Detto, fatto. Ho passato le prime selezioni e poi gli esami (un colloquio in italiano, uno in spagnolo ed uno di informatica).

COME FUNZIONA IL LEONARDO:

E’ uno dei tanti progetti dell’Unione Europea, un po’ come l’Erasmus ma per laureati-neolavoratori: si tratta infatti di andare a lavorare in un’azienda straniera per 22 settimane.

Nel mio caso, il bando a cui ho aderito prevede che sia uno stage (retribuito) da svolgersi nel settore turistico, e le mete possibili erano Inghilterra e Spagna. Compilando la domanda si può scegliere se aderire ad uno dei progetti con gli enti convenzionati dell’università o se scegliere di presentare una proposta autonoma, nel qual caso bisogna smazzarsi a trovare e contattare personalmente le varie aziende, instaurare un rapporto con loro, presentarsi, spiegare loro tutto bene bene e sperare che ti accettino e ti mandino una «lettera di invito» con la quale confermano che ti vogliono.

Siccome a me le cose facili non piacciono, ma soprattutto perchè per la Spagna c’era una sola borsa possibile – a Barcellona – io ho deciso di presentare la famosa proposta autonoma, per Malaga, e tra i vari applicanti sono stata l’unica. Quando racconto l’iter attraverso il quale ho vinto la borsa e mi accingo a partire, tutti commentano «che culo!». No, che culo proprio no.

Mi sono sbattuta dieci volte quello che si sono sbattuti gli altri, ho spedito email e curriculum a tutta l’Andalucia e dintorni, ho passato le mie giornate a parlare con tutte le aziende, ho rotto le palle a destra e a manca. Il mio non è stato culo, è stato farsi un mazzo come una casa, né più né meno. Spesso la gente si aspetta che cadano opportunità dal suolo come se piovesse: non funziona così. Le opportunità bisogna crearsele.

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Un commento

  1. […] un po’ malinconica, perché è il 15 gennaio e quindi manca solo un mese alla fine della borsa Leonardo e del mio lavoro all’agenzia di viaggi. 22 settimane se ne stanno volando via senza che io […]

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