Navidad: fotopost

Un fotopost con degli scatti rubati col cellulare (qualità, i know, ma non è colpa mia se esco una domenica come tante senza avere in mente niente di particolare e poi Malaga all’improvviso si accende ed io sono lì, autoinsultandomi per aver lasciato la fotocamera a casa. Come sempre.)

Alla fine son solo un po’ di foto natalizie. Non riuscirò mai ad esprimere a parole quanto mi faccia strano vedere lucette, alberi, stelle di natale, pseudo fiocchi di neve, gente che gira coi guanti! e mercatini natalizi quando di giorno ci sono DICIOTTO gradi. Io sono una di quelle persone a cui l’atmosfera natalizia piace un casino. Ma sul serio. Canzoncine, lucette, addobbi e tutto quanto, fastidiosa come i bambini quando aspettano i regali e fanno la posta al camino. Epperò senza neve, senza freddo e senza vin brulè non è lo stesso.

Casa Aranda, C/Herreria del Rey

Casa Aranda, C/Herreria del Rey

C’è una sola cosa che ho capito del Natale a Málaga: la domenica tutta la città si sposta in blocco verso CASA ARANDA e passa il pomeriggio sgomitando cercando di trovare posto in uno dei tavolinetti della terrazza (foto sopra). Casa Aranda è la churreria più famosa della regione, si dice che facciano i churros più buoni del globo ed effettivamente sono pazzeschi.

Noi non ci eravamo ancora mai stati e tutti continuavano a dirci che la nostra integrazione non sarebbe mai stata completa senza aver provato questo pezzo fondamentale di cultura malagueña. Domenica pomeriggio dunque, spinti dall’inedia, siamo andati alla centralissima calle Herrería del Rey. Prima sorpresa: Casa Aranda occupa non solo TUTTA quella via, ma pure quella adiacente. Ha letteralmente il monopolio di due vie del centro di Malaga e menomale, perché, sorpresa numero due!, NON ESISTE FILA. Non è che siano velocissimi o che ci sia poca gente eh. Tutto il contrario!

IMAG1754La gente si accalca sui tavoli e tutt’intorno sulla via come stessero pogando a un concerto metal, padri e madri di famiglia con passeggino e bebè in braccio che danno sfoggio di un comportamento degno del miglior documentario di Piero Angela: il maschio alfa volteggia come un avvoltoio attorno ai tavoli occupati cercando di capire chi se ne andrà, tentando di accaparrarsi il posto con subdole mosse da parcheggiatore abusivo. La femmina della specie passeggia con la prole in braccio cercando di dare pena e facendo pressione ai poveri cristi seduti perché se ne vadano quanto prima e lanciando sguardi omicidi qualora siano esemplari immuni agli occhioni da cerbiatto dell’erede.

Cose da saggio antropologico.

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