Il primo Natale iberico.

Eeeeee…. FERIE!

Un po’ barando in realtà, visto che dovrei lavorare anche il 23, ma considerato che in un’agenzia di viaggi lunedì 23 dicembre non entra praticamente manco la capa, han gentilmente deciso di darmelo libero e menomale, perché domenica io e il Churri ce ne andiamo al suo amato paese natìo (3 ore e passa di macchina solo andata) e tornar giù per un giorno scazzerebbe abbastanza.

Navidad 2013 en M£laga

Navidad 2013 en Malaga (Photo credit: Cyberfrancis.)

Che dire, il Natale è alle porte e benchè abbia già vissuto in Spagna, questo sarà comunque il mio primissimo natale spagnolo (ed il primo lontano dalla mia famiglia).
Il pacco dei regali gliel’ho già mandato e con un po’ di fortuna gli arriverà giusto in tempo. Fa certo un bel po’ strano sapere che quest’anno non andrò alla solita riunione di famiglia… La classica cosa che odi quando ti tocca farla ma poi ti manca, se salta. Il mio Natale tipo è molto all’italiana (ma senza tombola, da noi non si fa): mega pranzone del 25 tra parenti, la pesantissima ed insuperabile lasagna della mamma, mio nonno che cade in coma vegetativo dopo la terza portata, i litri di vino, la corsa in macchina dall’altra parte della città per riunirsi con gli altri parenti e infine il mio momento preferito della giornata: stravaccarmi sul divano a vedere i Goonies con mio cugino (24 anni io, 28 lui… embè?).

Comunque, dicevo, quest’anno nisba. L’anno scorso è rimasto lui in Italia a passare le feste con la mia famiglia, quindi quest’anno pare ragionevole e giusto che mi unisca io alla sua.

Navidad 2013 en M£laga

Navidad 2013 en Malaga (Photo credit: Cyberfrancis.)

Questo natale insomma non ho assolutamente idea di come sarà. Un po’ c’è l’eccitazione della novità, un po’ la paura: qua la gente mangia come i matti, ma sul serio. E guai avanzare qualcosa. La famiglia del Churri è numerosissima, talmente tanto che non si riuniscono tutti per pranzare perchè non ci starebbero da nessuna parte.
Tra l’altro mi è stato dato a intendere che non è solo un pranzo. Macchè! Qui hanno nientepopodimenoche la letale combo GRAN CENONE DEL 24 + GRAN PRANZONE DEL 25. Che dico io, ma chi ve lo fa fare? Ma chi ce la fa a mangiare ancora? Io, che dopo il pranzo del 25 non ceno nemmeno la sera ed il giorno dopo ingoio qualcosa per mera sopravvivenza. Non so se ce la posso fare, onestamente.
Senza contare che in Spagna, senza nessun motivo apparente, il 26 non è festa. Assurdo, considerato che festeggiano qualsiasi santo, qualsiasi vergine, qualsiasi cosa religiosa è qui una perfetta giustificazione per un ponte di 4 giorni. Ma no, il 26/12 no! Santo Stefano que te den por culo. Ergo, noi il 26 si lavora. Ergo, il 25 dopo le due abbuffate mortali, dobbiamo pure farci la mazzata delle 3 ore di macchina al ritorno. Ma dove sono le tradizioni? Che ne è della sacra siesta e del santificare le feste? A la mierda!

Insomma, a me pare che più che vacanze sarà un tour de force dell’ingrasso, ma va bene così.
Sto cercando di prepararmi psicologicamente ma soprattutto fisicamente, e qui non mi riferisco solo al cibo: lo shock termico sarà notevole. A Malaga stiamo così:

L'altro giorno in una delle giornate meno calde

L’altro giorno in una delle giornate meno calde

Cazorla sta sulle montagne, ha nevicato ancora un mese fa e probabilmente adesso vanno in giro con le slitte trainate dalle renne. Molto pittoresco. Da una parte non vedo l’ora di assaggiare un po’ di quell’inverno a cui sono abituata e di bardarmi con guanti, sciarpa e cappello (mai indossati ancora, sigh) – lo sanno tutti che non è natale senza la neve! – ma dall’altra so che sarà un cambio traumatico.

[Mentre scrivo questo post, fuori dalla mia finestra c’è un sacco di casino: mi sono affacciata a vedere ed è una sorta di ‘stella di natale’, solo che qui la gente invece di suonare casa per casa e cantare due canzoncine ha bloccato una strada intera e suonano le ZAMPOGNE. Roba mai vista prima. Voi lo sapevate che le zampogne esistono veramente e non solo nelle poesie di Pascoli? Notando la mia espressione sbigottita, i coinqui mi fanno sapere che qui è assolutamente normale e all’ordine del giorno, e che ‘vanno avanti per tutte le feste’. Ossignur.]

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Un commento

  1. Da noi le zampogne esistono e per le strade della città, a Natale, si vedono. Io non vedo l’ora di poter passare un Natale lontana da casa, ma sono sicura che, se ci fossi cistretta, mi mancherebbe. Il nostro film di Natale è Il piccolo Lord

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