Coinquilinanza

I miei coinquilini sono abbastanza hippy.

Non nel senso che fanno all’ammore libero o che si vestono di colori psichedelici, no. Hippy nel senso mentalmente. Loro sono zen, nulla li tange, nessun problema li sfiora, nulla può intaccare il loro mondo perfetto. E sfido io, si accendono una canna col mozzicone dell’altra, difficile non stare sereni! Ma il punto è che a loro, come si dice qui, da igual. Se la pela todo. Non gliene sbatte un cazzo di niente. C’è una pila di piatti alta quanto la Tour Eiffel? E che sarà mai. I panni sono stesi fuori da talmente tanto tempo che i funghi ci crescono dentro? Ooooh bbbelli i funghi! E avanti così.

Il mio problema è che io, l’erasmus, l’ho già vissuto. Ho vissuto nello sporco, ho dormito sui divani e sui pavimenti di mezza Europa, su materassi buttati per terra sorretti solamente da innumerevoli strati di polvere e acari. E non sono mai morta anzi, è stato uno dei periodi migliori della mia vita, lo rifarei tutto daccapo! Non sono una di quelle maniache fissate della pulizia e dell’ordine (di fatti l’ordine non è precisamente uno dei miei talenti), però è vero che preferibilmente vivrei in un ambiente sano. Ma questi qui manco ci sono, in erasmus! Vivono nel disagio totale da anni perché sì. L’anno scorso io & il Churri convivevamo da soli e molto beatamente, l’organizzazione della casa (“casa”… una mansarda di 22mq) era semplice, veloce ed efficace. Ma era sempre pulita. Certo, è più facile quando si è in 2 rispetto ad ora, questo appartamento è grande e ci viviamo in 6. Ma non credo sia così impossibile pulire i piatti dopo che ci hai mangiato, no? Insomma, almeno io preferisco mangiare e pulire ogni volta due piatti e una pentola piuttosto che lasciar lì tutto e ritrovarmi il giorno dopo con 4 pentole e 7 piatti. Loro no. E non è nemmeno questione del giorno dopo, è questione della settimana dopo. E a noi ci girano le balle perché arrivare a casa dopo il lavoro e non trovare manco una forchetta pulita farebbe uscire fuori di testa pure il Dalai Lama.

Io ho convissuto con persone di gran lunga meno diplomatiche di me che sarebbero esplose al secondo giorno. Gente che tirava la pezza A ME per ore se lasciavo UN piatto per oltre tre ore nel lavabo, per capirsi. Io qui ci vivo ormai da 6 mesi e a parte un paio di ‘guarda, forse sarebbe il caso di pulire la cucina’ non ho mai rotto il cazzo. Non so se sono completamente scema o se sono la migliore coinquilina del mondo. Il guaio è che odio bisticciare, specialmente in casa. Ho già provato il clima di guerra fredda fra coinqui e decisamente preferisco pulirmi io i piatti di mezzo mondo piuttosto che vivere in quella situazione, ma ciò non toglie che ovviamente mi roda il culo moltissimo.

A me loro in fondo stanno simpatici, lo giuro, sono gentili, educati, generosi (gli spinelli li fanno sempre girare), ma cristo se ci vuole pazienza….

Per non parlare dei vari “posso?”.

Oh Anna, ho finito il latte, te ne prendo un po’, posso?

Oh, ho finito la carta igienica, te ne prendo un rotolo che poi la vado a comprare, posso?
(Poi chi è la cogliona che si trova al bagno senza carta? Moi.)

Azz, ho finito l’ammorbidente! Te ne prendo un goccio, posso?

È talmente abituata a quest’andazzo, la coinqui, che ieri si è svolta la seguente conversazione:

Lei: uff domani ho un esame, dovrò studiare tutta la notte. Me lo faresti un caffè dei tuoi?
 Io: certo!
<Armeggio, moka,acqua, caffè, fornello, frrrrrrr, è pronto>
Io: zucchero? (sottinteso, ne vuoi? Quanto?)
Lei: ah, tía, non ne ho! Ne prendo del tuo, posso??

Ogni tanto mi ritrovo a pensare “oh, non ho più l’età per queste stronzate”. Poi mi ricordo che ho 24 anni.

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4 commenti

  1. Tabellone coi turni per le pulizie? Puó funzionare…

    1. No, quando siamo arrivati c’erano appesi cartelli dappertutto stile ‘ricordati di buttare la spazzatura’ e tabelloni con le pulizie lasciati dai coinquilini precedenti… nulla ha funzionato a quanto pare. Avremmo dovuto capirlo allora…

  2. Ecco. Mi stava venendo nostalgia di vivere con gente e adesso è magicamente passata.

    1. Ahahahah io ho nostalgia di vivere in due. In compenso non mi manca certo la misantropia in questo periodo 😛

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