Mixed feelings

Vado a casa e al contempo lascio casa.

Sono strane sensazioni, le sensazioni expat.

Ho letto un sacco di ottimi posts a proposito di questo argomento casa ma non casa eppure casa e mi pare che tutti proviamo e pensiamo più o meno le stesse cose.

Dunque sono giunta alla fine del mio periodo malagueño. È venerdì: finisce la settimana, finisce il mio contratto, finisce il brutto tempo e le spiagge si riempiono come se fosse luglio. Qué pena andarsene adesso che finalmente non piove più e su Malaga brillano dai 22 ai 25 gradi, il mio solito culo.  Ché mi viene la depressione sapendo a casa cosa mi aspetta: diluvio, inondazioni, freddo… infine, l’inverno padano in tutto il suo splendore. Epperò io ormai sono una bimba grande ed ho imparato ad accettare con un certo aplomb la fine naturale dei cerchi che si chiudono. C’è anche da dire che l’idea di una buona pizza fumante, delle frittelle di mia madre e soprattutto del non dover cucinare rende sicuramente il ritorno molto più dolce.

Mi spiace dire addio all’agenzia di viaggi perché ci sto bene, qui. Mi piace il mio lavoro, mi piace la capa, mi piace la collega e soprattutto mi piacciono i vicini. Sì, i vicini. Qui tutti quelli che hanno un negozio su questo lato del marciapiede si conoscono tutti e sono tutti molto amici. Manco a dirlo, sono tutti simpatici e gentili e negli ultimi 6 mesi sono entrata a far parte di questa loro strana famiglia, che ora ovviamente mi spiace dover lasciare. Lascio la mia scrivania in ufficio, di fianco alla vetrina da cui vedo passare ogni giorni guiris in costume e ciabatte.

L'ufficio

L’ufficio

Lascio il mio bar preferito col mio barista preferito, Luis, un tipo fenomenale e anche discretamente bono. Manco il tempo di entrare e senza parlare mi si para davanti col mio cortaíto y pitufito, roba da spingerti a sorridere persino un lunedì mattina.

Bar Rivero

Bar Rivero

Insomma io domani a quest’ora sarò in Italia.

Razionalmente non considero né sento Malaga casa mia, eppure mi sento come se non stessi tornando a casa ma andando in vacanza. Sarà che so che resterò poco a Vicenza e che so che tornerò qui, sarà che alla fin fine sarà davvero una vacanza, però è strano. Ogni volta che torno a Vicenza dico che vado “a casa”, però io in quella casa non vivo più stabilmente da 4 anni. È la mia base, il mio punto di riferimento e il posto in cui ci sono le persone più importanti della mia vita, sí. Ma poi mi chiedo: e se la mia famiglia si trasferisse il mio concetto di casa cambierebbe? Probabilmente sì, ma solo in parte. Casa è ovviamente dov’è la mia famiglia, ma anche il luogo dove sono nata e cresciuta per 20 anni non scherza. Per lo stesso motivo, casa è anche dov’è il Churri, perché è dove resta sempre una parte di me. Casa è qui e al contempo è lì, e questa sorta di lacerazione non è geografica o fisica, ma totalmente interna. Mi sa che la smetto di scrivere stronzate, esco dall’ufficio e mi vado a fare una birra, in pieno stile spagnolo 🙂

Per concludere, un piccolo auto-auspicio per i miei voli di domani: ti prego hostess, fa’ finta che io non esista…

pesiamo

Da domani, si apre un nuovo ciclo.

Annunci

Un commento

  1. Torni? Vai? Chissa’ quale e’ la parola piu’ giusta…

    Incrocio le dita per la hostess di terra!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: