Málaga y malagueños

Dovuto al mio nuovo status di disoccupata a giornata completa, ho un sacco di tempo libero. Capiamoci, il 90% lo uso mandando curricula (via internet e fisicamente), checché se ne dica cercare lavoro È un lavoro. Anzi, è più frustrante ed esaurente che un lavoro, almeno mentalmente. Dopo due settimane mi sono già rotta le palle e la positività comincia a scemare, ma le speranze non sono ancora perse. Comunque, dicevo, ho un sacco di tempo libero e voglio disconnettere la mente dai cv quindi sono qui a scrivere, che è poi quello che faccio sempre quando ho bisogno di staccare la spina. Quando le mie mani funzionano e mettono in parole i pensieri, il cervello si libera e ricomincia a respirare.

E così mi sono resa conto che non ho mai parlato veramente di Málaga.

Malagueña y exquisita

 

Ci sono città forti e intense, di quelle che o le ami follemente o le odi: Malaga non è una di queste, è una di quelle che secondo me ti lascia un po’ indifferente. È una bella città, ma non di quelle che dici caaaaazzo, che meraviglia! Ha qualche museo, qualche festival, della discreta movida notturna, ma anche qui non è nulla che ti faccia restare di sasso, nulla di sensazionale, nulla di nuovo o di profondamente suo.

Palme e ombrelloni di paglia in pieno stile Caraibi

Per quanto mi riguarda, il suo punto forte è senza dubbio il mare: c’è il centro città e a 5min a piedi c’è la spiaggia, col suo bel paseo maritimo e i chiringuitos. Solo per questo merita 100 pt bonus, un buon mojito ghiacciato in spiaggia è per me un valore aggiunto. È comodo, è bello e non è strano incrociare gente mezza nuda sulla via principale dei negozi che torna all’hotel in ciabatte e asciugamano o direttamente a torso nudo. Credo non sia del tutto legale, eppure multe non ne ho ancora viste fioccare. Il punto di tutto questo è che Malaga è turisticissima tutto l’anno. Tipo Venezia. All’inizio lo trovavo piacevole perché avevo costantemente l’impressione di essere in vacanza, ma alla lunga ho deciso che è fastidioso. Tu esci di casa per vivere la tua routine quotidiana e sei circondata da gente in ferie che se la spassa tutti i mesi dell’anno, che si dedica allo shopping, alla vita da spiaggia, che ha perennemente un sorrisone stampato in faccia e alle 15 è già al sesto giro di cañas. Un po’ mi rode il culo, no?

Ma a parte questo, vivere qui mi piace. Ho già abbondantemente parlato dello stile di vita andaluz, della qualità e del tempo, quindi non vi tedierò oltre.

Malaga è una città verace, come i suoi abitanti: i malagueñi sono, secondo me, l’altro punto forte di questa città. Non i malagueñi finti, quelli che hanno fatto i soldi con la bolla

Mercado de Salamanca

immobiliare e ora si credono iddio, non quelli snob del centro, ma la gente de barrio. I malagueñi sono gente vera, sincera (spesso troppo), senza peli sulla lingua e senza pudore, spontanei e istintivi como la vida misma. Gente che urla da un lato all’altro della strada per salutarsi, gente che non si fa problemi a chiederti dettagli intimi personali anche se ti conosce da tre giorni, gente che non si vergogna nel gridare in un camerino di prova “Niñaaaa! Que este no me entra, tengo más barriga que tetas!” (“ragazza, questo non mi entra, ho più pancia che tette!”) e sa perfettamente che la sente tutto il negozio. I malagueñi sono invadenti, e non potrebbero essere altrimenti. Sono allegri e sempre pronti alla battuta, anche se la miseria è tanta e più del 50% dei loro figli non ha lavoro. In Andalucía non si sente mai al tg di persone che si tolgono la vita per la crisi, la gente va avanti e basta, ed io li ammiro per questo.

I malagueñi sono quelli che ti tagliano un cadavere davanti, al banchetto del mercato, e al contempo ti raccontano della loro vita, ti chiedono della tua e si preoccupano genuinamente quando dici loro che non mangi pesce né mai ne mangerai.

I malagueñi sono gente esagerata, come tutti gli andalusi. Se fa due gocce di pioggia è l’apocalisse, se c’è il sole l’estate è alle porte e dopodomani moriremo tutti arrostiti, se tira una brezza leggera è ‘roba da prendersi una polmonite’, se il Malaga vince una partita su 10 ha già praticamente vinto la lega.

È gente aperta, ospitale, contenta della vita e assolutamente campanilista. Gente che vive in Germania, Inghilterra, Francia, Sud America ma che se potesse non se ne sarebbe mai andata perché “come in Andalusia, in nessun posto”.

Málaga È i malagueños, e menomale.

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