SEMANA SANTA

Sono svaccata sul divano direttamente sotto la finestra che da sul tetto.

E’ uno dei miei posti preferiti di casa nuova, e di solito mi rilassa moltissimo… Ma oggi no. Perché oggi, adesso, da quella finestra sta entrando incenso a palate. Io ho un odio feroce verso l’incenso, mi nausea e mi fa venire il mal di testa. Epperché, dico io, se in chiesa non ci vado mi entra l’incenso in casa? Vendetta divina? No, è per via della stramaledettissima SEMANA SANTA.

Per me Pasqua era la domenica e il lunedì di pasquetta, non c’erano altri misteri. Non in Spagna. Qui Pasqua è tutta una settimana + le settimane anteriori di preparazione. E’ un festone molto più grande e più sentito persino del Natale, Pasqua è quello che gli spagnoli aspettano tutto l’anno. In compenso hanno deciso che il lunedì dell’Angelo non esiste e di conseguenza qui a pasquetta si lavora. Spiegatemelo.

Comunque, dicevo, l’isteria collettiva della Semana Santa.

La prima cosa è il suono dei tamburi. Tamburi che si avvicinano, sempre più forti, sempre più intensi, ogni secondo che passa sono più vicini, sembra che ti stiano seguendo. La gente urla, piange, applaude. Inquietante a dir poco. Sembra una scena apocalittica, invece è solo una processione pasquale.

La vera, originale, autentica e super folkloristica Semana Santa spagnola è sicuramente quella di Siviglia, famosissima per i penitenti che girano incatenati e incappucciati per la città. Tutto quello che io racconterò, sappiate che a Siviglia raggiunge livelli cinque volte maggiori. Asombroso. Indovinate qual è la seconda più grande della penisola? …Bingo! Malaga.

Se dovessi descriverlo brevemente direi: troni, processioni, vergini, gente che si riversa sulle strade invadendo completamente il centro, orchestre, altari e tribune. Tutto questo moltiplicato per 10.

Le processioni sono cominciate venerdì scorso, e fuori casa mia c’erano tranquillamente 100mila persone. La gente si assiepa infatti lungo le strade per seguire questo trono immenso e pesantissimo con Cristo crocifisso portato a spalla da decine di giovani cattolici valorosi. Valorosi e anche vagamente coglioni, aggiungerei, dal momento che ho scoperto che pagano per portare il trono. Pagano, capite? Non si fanno pagare, pagano. Per caricarsi sulle spalle tonnellate di metallo in forma di Cristo e vergini, pagano!

Nuestra Se￱ora de la Soledad, Semana Santa 201...

Nuestra Senora de la Soledad, Semana Santa 2011, Malaga (Spain) (Photo credit: marcp_dmoz)

Sono sempre preceduti e/o seguiti da orchestre (non ho ben capito, ci sono bande ovunque) che per il grande giorno fanno prove tutto l’anno, in genere la domenica mattina verso le 8, per allietare i miei risvegli col dolce suono delle trombe e delle bestemmie.

Quante sono numericamente queste processioni? TANTE. Ogni santo è buono per farne una. Vi basti sapere che a settembre c’è stata una festa di minore entità e per non so quale santo c’è stata una processione unica di mezza giornata con oltre 7 vergini in 7 troni. In-fi-ni-ta. Mi fa veramente paura quello che riusciranno a intavolare per Pasqua. Ieri hanno cominciato alle 10 di mattina, alle 14 erano già a quota 2 processioni (e sto parlando solo di quelle che mi passano sotto casa, vai a sapere nel resto del centro), il pomeriggio ce la siamo squagliata e siamo tornati in tarda serata pensando così di essere salvi… errore. Alle 3.40 di mattina ancora si sentivano le trombe.

Jueves Santo

Jueves Santo (Photo credit: Cyberfrancis.)

Appena finito il carnevale in centro hanno cominciato a montare gli spalti, che pare di stare al GP di Monza. Sono vere e proprie tribune lungo le strade che la gente – e ci risiamo! – paga profumatamente alle varie cofradie per aggiudicarsi i posti migliori e stare comodamente seduta tutto il giorno a veder passare i troni, i preti, i musicanti e le zaffate d’incenso. Da un paio di settimane inoltre sono comparsi questi:

Poster di Cristi vari appesi

Poster di Cristi vari appesi

 

Cose che temo non capirò mai, infatti io e il Churri ce ne andiamo cagando leche (velocissimamente) da giovedì a domenica per saltarci a piè pari questo delirio collettivo che a Malaga raggiunge proporzioni epiche.

Per dire, l’altroieri ho dovuto sgomitare tantissimo per riuscire anche solo a uscire dal portone di casa mia, e l’ultima persona che avrei pensato di vedere era Antonio Banderas, vestito di bianco, manco fosse appena uscito da una setta di illuminati, davanti a tutti, che dirigeva la processione. A quanto pare fa parte della Hermandad de la Virgen de las Lagrimas, in cui esercita il sacro ruolo di mayordomo del trono.

 

Foto de El Pais dell’altro giorno

Eh, son cose.

E’ impossibile sfuggire alla Semana Santa, ovunque tu sia, lei ti perseguita. Vuoi vedere il tg? Tac, c’è la Semana Santa di Malaga in prima linea. Lì, e su qualsiasi altro canale. Compri il giornale? Semana santa. Ti rinchiudi in un eremo isolato nella sierra più profonda del paesello più inculato della Spagna? Processione del cristo di chissachè. Perchè ogni pueblo, ogni barrio, ogni strada qui ha il suo santo e bisogna portarlo a passeggio.

C’è però chi sta peggio, bisogna guardare il lato positivo delle cose.

Per esempio c’è chi vive a Siviglia.

Annunci

2 commenti

  1. […] pensavo che la Semana Santa fosse la cosa peggiore che potesse capitare a Malaga, e invece ho dovuto ricredermi. La Feria è […]

  2. […] Più inevitabile della morte, più eterna di Roma, più barbarica degli Unni: la SEMANA SANTA è tornata. […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: