Di Cazorla, e praticamente nient’altro

“Hay lugares en tu vida que te llegan al alma y que forman parte de ella para siempre. Tal vez solo se ha estado en ellos una vez, pero esos escenarios han sido testigos de conversaciones que marcaron nuestras vidas, de decisiones trascendentales, de momentos que se graban para siempre en los rincones mas inexplotables de nuestra memoria. Un banco en un parque remoto, una farola en el cruce de dos calles, una pequeña plaza, el escalon de un portal. Son lugares del alma, espacios que fotografiamos mental y anímicamente para la posteridad.”
– JAUME SAN LLORENTE, Sonrísas de Bombay

Ci sono posti nella tua vita che ti arrivano all’anima e che formano parte di essa per sempre. Uno di questi posti per me è Cazorla, il pueblo natìo del Churri.

I <3 #Cazorla via taalla

Cazorla in un mattino nebbioso

Ho provato a farci un post la prima volta che ci sono stata, ma non ci sono riuscita. Ci ho riprovato la seconda volta, tutto inutile. Ho contato che in totale ci sono stata 4 volte. Sono rimasta sorpresissima. Ho contato bene? Solo 4 volte? Impossibile, riconto. Le circostanze vogliono che ogni volta che andiamo dai suoi è sempre per una occasione particolare (in questo caso: la Feria, il ponte di Ognissanti, Natale e Pasqua) e quindi no, impossibile sbagliarsi, sono proprio quattro misere volte. Eppure la mia sensazione è di esserci stata mille volte, di saperne tutto di tutto e di tutti, perché mi sento così a casa. È un legame profondo, una sensazione di appartenenza che mi radica, è molto di più di 4 sporadiche visite. Sentirsi a casa a 2.000km da casa, in un posto che si è visto pochissimo e di cui, razionalmente, sai forse il 15%… non so nemmeno descriverlo. Sarà che è un paesello, e ormai tutti gli amici del Churri sono amici miei e idem per le amiche di sua sorella, fino al punto che la sera molte volte decido di unirmi alle ragazze per poi incrociarci tutti a un certo punto della nottata in qualche bar. Ah i bar. I bar, i club e le disco li conosco tutti e anzi li prendo come punto di riferimento per muovermi nel paese (Cazorla è famosa per avere più bar che abitanti…). Di un paio di bar conosco perfettamente i camerieri e i baristi, tanto che la settimana scorsa abbiamo chiuso il pub con loro alle 4 e poi abbiamo fatto le 8.30 di mattina in discoteca tutti allegramente. Mai successo a Vicenza. (A Padova sì, ma è un ambiente completamente diverso).

Cazorla possiede due delle caratteristiche che più detesto al mondo: è un paesello e sta in montagna. Odio i paeselli per la loro provincialità, perché mi rende claustrofobica sapere che tutti si fanno i cazzi di tutti. Non a caso la gente di ‘casa mia’ mi sta sulle palle e non ho amici di lì, tutte le amicizie che hanno resistito sono dei tempi del liceo (un paio di persone) e soprattutto dell’università. Se poi aggiungiamo il fatto che la gente è pettegola il fatto che sono montanari – ergo isolati, ergo ancora più ciarloni – abbiamo un bingo spettacolare. I cazorleñi non fanno alcuna eccezione alla regola: sono montanari pettegoli e ciarloni. Ed io li amo. Perché sono persone dirette, spontanee e allegre. Sono persone accoglienti con cui in pochissimo tempo sono riuscita a intavolare amicizie che nel mio paese non sono riuscita ad imbastire in 20 anni. Sono aperti e al contempo chiusi, ma pur essendo montanari e isolati non hanno neanche un solo pizzico di quella tipica diffidenza veneta che mi fa girare i coglioni. Sono gente che vedo una volta ogni 3 mesi e al contempo quando usciamo è come se non fosse passato neanche un giorno. E la cosa buffa è che sembra io stia parlando di amici di sempre!

Insomma, io non volevo che questo fosse un post dedicato a Cazorla ma alla fine lo è decisamente. Volevo parlare della Semana Santa cazorleña, dell’inesistenza del pranzone domenicale, del mio compleanno (a Málaga) e di come ho compiuto il quarto di secolo con ostentata nonchalance e molto vino a un picnic pomeridiano in spiaggia, ma alla fine mi sa che passo e vi allego una foto che riassume tutto.

April 24, birthday picnic on the beach. Lots o...

24 aprile 2014: 25 anni e Macho Alfa in rollaggio.

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2 commenti

  1. Sarei curiosa di vedere altre foto! 😀

  2. […] Cazorla, leggendario rincón andaluz perso fra un mare di olivi, vi ho già parlato e ve ne parlerei fino […]

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