Nuvole… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia.

Oggi mi sono svegliata irrequieta.

Ho aperto gli occhi e il mio cervello era già a mille. Mille pensieri, mille sensazioni – quasi tutte negative – mille domande. Ho guardato l’uomo steso al mio fianco e per la prima volta in 2 anni mi sono chiesta cosa sto facendo io qui.

Cosa ne sto facendo della mia vita, del mio futuro, di quelli che erano i miei piani ed i miei sogni. E’ veramente questo quello che voglio?

Mi sono svegliata pensando “ho sempre lasciato che le mie relazioni decidessero per me“. Ed è così. Ho sempre scelto col cuore, mai con la testa. Facevo piani, avevo sogni, poi mi innamoravo e puntualmente li mettevo da parte. Non rinunciavo ad essi, perché rinunciare non è concepibile per me, però li posponevo come la sveglia la mattina. Poi arrivano giornate come quella di oggi in cui mi sveglio e sono passati 5 anni e mi chiedo se sia giusto, se stia facendo il meglio per me stessa e la vita che voglio avere.

Non mi pento di aver seguito il cuore perché quando ho deciso di farlo ero convinta di non poter fare altrimenti, sapevo che era la cosa giusta da fare. Ma oggi? Oggi mi sveglio e non lo so più. Lo amo e continuo a temporeggiare, a fare spazio, a dirmi che ho il tempo di fare tutto e che anche i miei sogni troveranno il loro posto nel mondo, ma la vita non si ferma e non si mette in pausa, gli anni passano ed io comincio a pensare che le cose mi stanno sfuggendo di mano.

Ho acceso il pc e mi sono messa a cercare citazioni da Il Libro dell’Inquietudine di Pessoa finché non ho trovato quella che mi ricordavo:

Mi perdo se mi incontro, dubito se trovo, non possiedo se ho ottenuto. Come se passeggiassi, dormo, ma sono sveglio. Come se dormissi, mi sveglio, e non mi appartengo. In fondo la vita è in se stessa una grande insonnia e c’è un lucido risveglio brusco in tutto quello che pensiamo e facciamo.

Oggi è un giorno da Pessoa, leggerlo in questo momento ha su di me un potere non curativo, perché non mi riappacifica col mondo né calma i miei pensieri, ma riesce a farli fluire uno dopo l’altro invece di lasciare che si ammassino e si scontrino continuamente tra le pareti del mio cervello. E così leggo. Leggo e le parole di Pessoa canalizzano i miei stati d’animo, li inglobano ed io fluisco.

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Un commento

  1. ho commesso anch’io lo stesso errore, lasciarmi guidare dal cuore e non dai veri desideri, dalle relazioni e non dall’amor proprio. alla fine ho deciso che dovevo far ció che io sognavo da tempo, e vivere dove io mi sentivo bene, svegliandomi la mattina felice di dove mi trovavo. non é semplice, sicuramente la strada piú difficile, ma almeno quando mi sveglio, la mattina, la nostalgia non m’accompagna piú.

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