Lloverá y yo veré

Da quando vivo a Malaga, una delle cose che mi manca di più è sicuramente la pioggia.

L’odore della pioggia sull’asfalto, il rumore che fa quando batte sui vetri e rimbalza su tutte le superfici. Addormentarmi la notte cullata dal temporale, coi tuoni che esplodono fuori dalla camera ma tanto io sono avvolta nelle coperte e mi sento super sicura.

Ph: Google

Io sono veneta e ho sempre avuto una relazione odi-et-amo con la pioggia: 21 inverni padani logorano chiunque. Piove più o meno 4 mesi di seguito, quasi sempre con una nebbia letale e fittissima, che ve lo dico a fare. Se poi per disgrazia devi andare a Venezia tra novembre e gennaio, ti devi portare i braccioli e degli stivali da puttanone alti fin sopra al ginocchio, ma spesso e volentieri anche Vicenza e Padova si inondano e trasformano in succursali della laguna, ché andare a lezione e al lavoro è una gioia. Poi passa la stagione dei monsoni e si entra direttamente in quella del caldo africano ma con l’umidità dell’Amazzonia: 35 gradi, 86 percepiti. In estate, se vivi nell’entroterra del Veneto, ti vuoi suicidare. Ho sempre odiato l’estate perché l’ho sempre passata lì, non sapendo se tirarmi dal balcone o ibernarmi dentro un congelatore fatto a misura. Da maggio a settembre preghi perché piova almeno un paio di giorni e si allenti la morsa dell’afa, e l’unico weekend che sei al mare si scatena una tempesta estiva con grandine grossa come conigli che se per sbaglio hai la macchina fuori pare che sia stata crivellata a colpi di mitragliatrice. Grazie, dio del meteo.

Non credo di esagerare se dico che il clima veneto è inclemente ed estremo, a tratti inospitale.

EPPURE.

Eppure in Veneto non passano mai 6-7 mesi prima di avere un diluvio serio, di quelli che ti durano giorni e sembra che non debba finire mai. Quelli che vengono all’improvviso e tu sei fuori in bici, il tempo ti cambia in un secondo e arrivi a casa fradicia.

Eppure in Veneto nessuno oserebbe mai chiamare ‘pioggia’ quattro gocce sporadiche, che ti vien voglia di picchiare chi lo dice con un dizionario in piena faccia e poi mollarlo a Vicenza da ottobre a marzo senza ombrello né k-way e con le scarpe di tela.

Scrivo in questo momento appollaiata sotto la velux, mezza aperta anche se mi piove un po’ in casa, ed è bellissimo. È la prima pioggia dopo moltissimo tempo, e anche se so che durerà al massimo 20 minuti me la sto godendo come quando da bambina mi appostavo alla porta-finestra della cucina aspettando che nevicasse. Non delude mai. Quell’odore, quel rumore, che sa un po’ di casa e un po’ di cose perdute.

Más, quiero más.

*Lloverá y yo veré, La Pegatina

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3 commenti

  1. Che paura… io mi trasferisco a Venezia esattamente a novembre!
    Pure io adoro la pioggia, e devo dirla tutta, quella di Londra e’ molto sottile e non mi dá tanta soddisfazione…

    1. Vedila così, non tutti hanno il privilegio di attraversare Piazza S. Marco sulle passerelle 😛

      1. Ahah infatti, esperienza di vita! Btw, sei stata nominata 😉 https://kinnamomon.wordpress.com/2014/06/30/blog-awards/

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