Feria de Málaga (16-23 agosto)

C’è una cosa di cui fino ad ora ho evitato di parlare, eludendola e fingendo che non esistesse:

LA FERIA

l’entrata di Malaga con le due biznagas (ph. Google)

Descrivere la Feria (questa, che è la seconda più importante di Spagna dopo quella di Siviglia) o una feria qualsiasi (tutti i paeselli ne hanno una, anche se fanno 50 abitanti) a chi non l’ha mai vista è difficilissimo, per non dire impossibile. Si può quasi del tutto riassumere con la frase storica di mia madre, quando ho tentato di spiegarglielo:

Ma che è, una sagra?

Eh, tipo. ‘Na sagra enorme.

La butterò sul pratico: la Feria (sempre con la maiuscola) è quella follia collettiva che prende spagnoli e non e che fa sì che, una settimana l’anno, il supermercato sotto casa mia alzi ingiustificatamente i prezzi e sia chiuso il 90% del tempo.

È quel momento in cui TUTTI i bar/pizzerie/ristoranti/clubs/tascas triplicano i loro profitti e a te, che vivi a Malaga da un anno e sai perfettamente quanto costa una birra, ti dicono “EH, PRECIO FERIA”. Claro.

 È quella cosa che fa sì che, se vivi in centro come me, non potrai uscire di casa a nessuna ora del giorno e della notte per 10 giorni, perché tanto dovresti attraversare le piazze principali e ci metti (calcolato al secondo) 1 ora e mezza sgomitando tra la gente per arrivare dall’altra parte, per un tragitto che non richiede mai più di 10 minuti. Dico, io sono abituata alla ressa del Carnevale di Venezia dove per passare Rialto ci puoi mettere una vita E COMUNQUE NON È NULLA a confronto di ciò che ho visto qui!

Se ti azzardi a provarci meglio uscire con stivali da montagna e k-way, l’alcol ti piove addosso da ogni dove e le scarpe restano incollate al suolo. Meglio pure portarsi una mascherina perché non c’è un solo centimetro di città che non sia ricoperto da pipì/vomito. A volte pure qualcos’altro.

Se nonostante tutte queste premesse sei ancora stra-sicura di

¡cuánto arte en el tablao!

potercela fare e ti lanci indomita in mezzo alla bolgia del centro, tempo 10 minuti e sentirai qualcosa che ti si struscia sulla schiena. I primi secondi pensi che sia normale, siete stipati come acciughe e per passare ci si struscia. Poi realizzi: è un pene. Guardo la mia amica di fianco a me, anche lei di spalle, e dalla sua faccia capisco che non sta succedendo solo a me. Scappiamo. No, prima dobbiamo trovare un bagno. Un bagno? La città stessa è un bagno! No, entro in quel bar, aspè, vieni. 35 minuti di fila, apriamo la porta e per entrare servono i braccioli, lo strato di liquido per terra (lo lascio volontariamente sul vago) raggiunge tranquillamente i 4-5cm. Venezia, ancora e ancora. ENOUGH.

La Feria è quel momento magico in cui improvvisamente il tuo condominio, un giorno prima che cominci, si svuota. E passi 24 ore a chiederti perché, boh, succede qualcosa? Una perdita di gas? Un terremoto? Non ci hanno avvisati?? Succede che i condomini non sono coglioni e si erano organizzati per andarsene in vacanza giusto al principio della Feria. Perché lo sapevano, loro. Perché mica sono scemi, loro. Il giorno di inizio poi si ripopola l’edificio e capiamo che hanno affittato tutti l’appartamento a giovani spagnoli madrileñi eccitatissimi di godersi la celeberrima Feria malagueña. Quello che ci mancava, botellon fuori e dentro casa.

Ci sono due punti fermi nella Feria di Málaga:

1) il Cartojal, il vino ufficiale della Feria e sponsor principale. È a pois e a me ricorda tanto la Pimpa, però è buono e agli spagnoli da spesso il colpo di grazia. Essendo un vino bianco e dolce, io invece da buona veneta sono piuttosto abituata e me lo scolo tranquillamente vasito a vasito. Mi ricorda moltissimo il Fiori d’Arancio (padovano), però senza bollicine. Te lo vendono per strada, direttamente coi suoi bicchierini appositi (rosa e a pois pure quelli) perché durante la Feria vige l’anarchia. Vengono infatti appositamente scavalcate leggi (ie. vietato bere per strada) per consentire ai ferianti di imbriacarsi a dovere ovunque nella zona del centro. Solo ed unicamente durante la Feria è possibile vendere e consumare alcol in ogni angolo di strada e tutti, TUTTI hanno sempre in mano almeno una bottiglia di Cartojal. Si suppone che alle 19-20 poi la Feria in centro finisce, ridiventa vietato bere per strada e ci si trasferisce tutti al Recinto. Minchiate. Quando arrivano le 20 la gente è già talmente ubriaca che se ne strafotte, commercianti inclusi e la fiesta continua fino al giorno dopo.

Estoy de muerte my friend!

2) il Recinto Ferial. La Feria è ufficialmente divisa in due: la feria de día nel centro e la feria de noche al Recinto, che si trova nel Cortijo de Torres, fuori mano e lontano da tutto in modo che la gente possa far casino senza dar fastidio. Come dicevo, spesso la gente rimane in centro, ma pure il Recinto è sempre pieno ed è la parte più tradizionale e flamenca della Feria.

Da qui si entra, ed è MAESTUOSO. È veramente bellissimo e ogni volta che lo vedo penso sempre alla Città dei Balocchi di Pinocchio, non so perché. Dentro è pieno di casitas dove si balla e, come no, se beve. La gente va per il 90% coi vestiti tradizionali flamenchi, el traje de gitana e quello da uomo che non so come si chiama. Ci sono carrozze e cavalli ed è stupendo. Ancora una volta, è difficilissimo da descrivere perché in Italia non ho mai visto nulla di simile. È la parte più autentica e verace di tutta la faccenda, è tutto un profumo di biznagas, fiori nei capelli, vestiti coloratissimi a pois, orecchini enormi e ventagli. Tutto un battito di mani (hacer palmas), il ritmo, il caldo, la musica, l’odore.

Questo è quello che a me è rimasto della rinomata e famosissima Feria de Málaga. Forse sto invecchiando, forse sono una rompicazzo, ma la verità è che stare in mezzo a milioni di persone per ore nel caldo di agosto me agobia. Non ce la faccio, mi manca l’aria. Non si può respirare perché siamo in troppi e già ci sono 38 gradi, figurarsi nella folla!, non ci si può muovere, non si può fare niente che ti versano cose addosso, i piedi non si staccano da terra, c’è odore di piscio, sudore e vomito ovunque. Non è la mia idea di divertimento, diciamo.

In ogni caso mi son fatta l’ultimo weekend da vera feriante (ubriaca 2 giorni su 3) causa amici in visita ma stando bene attenti a restare ai margini del centro perché – menomale! – non sono l’unica che odia la situazione. È stato divertente e mi è piaciuto un casino, fatto a modo nostro (modo che comunque include litri di cartojal e mojito, balli scatenati fino alle 8am e flor nei capelli, io l’ho comprato rosso ed è bellissimo!).

il volantino del 2013, che mi piace di più di quello di quest’anno

Io pensavo che la Semana Santa fosse la cosa peggiore che potesse capitare a Malaga, e invece ho dovuto ricredermi. La Feria è – come mi avevano predetto – almeno 20 volte peggio. Ma, ancora una volta, Malaga è solo la SECONDA quanto a pomposità e grandezza, sia per Semana Santa che per Feria. Quindi io son qua a lamentarmi ma il pensiero positivo è: c’è chi vive a Siviglia.

Disclaimer: siccome come ogni volta che c’è qualcosa degno di nota io dimentico la fotocamera a casa, le mie foto son state fatte col cellulare e fan cagare. Onde evitare causare molestie ai vostri occhi, ho delegato al buon Google le immagini di questo post.

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5 commenti

  1. A Murcia la feria è in tono minore, fortunatamente, eccetto il giorno della Romeria de la Virgen, che impazziscono tutti, prima in ginocchio a urlare alla Vergine Maria, poi tutti ubriachi.
    Però poi abbiamo El Bando de la Huerta, vomito, pipì, ubriachi, peni, rumore, droga e chi più ne ha più ne metta … Pure noi festeggiamo in modo alternativo, a casa, coi vegani, tranquilli e beati!

  2. Ed io con un Pupone ho evitato la Feria!! Certo qui le famiglie son abituate, ma io a far festa con un 4enne appresso no, hehehe. Son venuta a Málaga il 14 prima che iniziasse il casino. Al Festival 3 Culturas di Frigiliana ho fatto fiestón con bimbo due sere fa e mi sto ancora riprendendo, hahaha!!! Comunque i vicini, di Málaga, appena iniziata la Feria son venuti nella casetta estiva di Nerja, dico solo quello.

  3. ahhh, dimenticavo, a me tocca la Feria di Nerja a metá ottobre, giá con quella son servita, e me ne andrei volentieri in vacanza per non farmela 😉

    1. Ahahahah bastardi i vicini malagueñi in vacanza a Nerja. Non so come siamo sopravvissuti ma una cosa è certa: NUNCA MAIS.
      A Nerja non può essere così tremenda però dai, sarà più contenuta e vuoi mettere trovare finalmente le spiagge vuote? 🙂

  4. […] Di nuovo? Ma non era già passata? Eccerto, ma questa è un’altra. […]

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