1 Malagaversario e OCD

5 settembre: PRIMO MALAGAVERSARIO!
Non pensavo sarei rimasta a Malaga per un anno intero, ora non so neanche quando me ne andrò (continuo a sperare che presto) ma intanto, oh, un anno è volato.

Ieri notte mi è venuto in mente all’improvviso e l’ho fatto presente al Churri:
– ohi, oggi è il nostro Malagaversario!
– il che?
– è un anno che siamo a Malaga!
– ah, sai che roba. Ma che fissata che sei con le date, perché devi ricordarti tutto? Che mania.
– Ma quali date? Che mania? Ma se io e te non abbiamo nemmeno un anniversario!
– Tipo i compleanni. Perché ti ricordi i compleanni?
– Perché sono importanti e mi piacciono.
– Maniaca.

Con la tempistica perfetta che lo contraddistingue, il Churri se n’è appena andato, resterà fuori una settimana per fare esami all’Università del Far West.
Come ogni volta che mi ritrovo a casa da sola, la prima cosa che faccio è METTERMI A PULIRE.
Ma a pulire forsennatamente, con un vigore, una rapidità e un’efficienza ché levati. Potrei farmi un piano di hotel in mezz’ora, tipo.
Detto così poi pare che quando lui se ne vada lasci dietro di sé mierda pa parar un carro (taaanto sporco), ma non è così, né io sono una maniaca dell’ordine e delle pulizie. Pulisco quando è sporco e bon. Ma quando lui se ne va e solo in quel momento, mi prende il complesso della casalinga disperata e divento mia nonna: finché non è tutto a posto, non mi fermo neanche se mi sto pisciando sotto.

La causa di questo temporaneo OCD è, secondo la mia psicologia spicciola, da imputare al senso di vuoto che improvvisamente mi circonda quando il Churri esce dalla porta.
Il fatto è che lui è un gran amante del rumore: la tv costantemente accesa anche se è al pc o in doccia, a massimo volume e soprattutto prima di dormire perché “senza rumore di fondo non dormo”.
Ecco, io sono il polo opposto: SILENZIO. O musica.
Non so come non siamo ancora venuti alle mani, in effetti.

Insomma, io non vedo l’ora che lui se ne vada per spegnere finalmente TUTTO e crogiolarmi nella lettura senza dover sentire qualcuno che mi parla sotto.
Il problema è che ormai non sono più abituata al mio habitat naturale e quando c’è silenzio… Mi viene l’horror vacui.
Per fortuna il periodo di assestamento non dura mai più di una ora, poi è tutta pace dei sensi.

Leggendaria quella volta, l’estate scorsa, quando vivevamo ancora a Padova e il Churri doveva prendere l’aereo alle 6.30 da Bologna. Mi sveglia alle 3.30, bacini e bacetti, dai non andare. Due aerei per andare a fare un esame è una bella rottura di coglioni, sapete?
Comunque, io certa di me stessa e dei miei talenti (uno su tutti: DORMIRE. In qualsiasi posizione, in qualsiasi posto, con qualsiasi condizioni), mi ributto a letto non pensando di svegliarmi prima delle 11. 10 minuti di rivoltamenti dopo, esausta, mi alzo e sistemo la cucina (alle tre di mattina!), poi faccio il bagno, poi il salotto e infine una lavatrice. Quando mi scrive 4 ore dopo per dirmi che era atterrato a Madrid, ancora non mi ero fermata. E vivevamo in un monolocale di 22mq…

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Un commento

  1. Allora vediti HOW clean is your house oppure Obsessive compulsive cleaners (o qualcosa del genere). A me tranquillizza vedere come il caos si trasforma in ordine. 😉

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