Otoño en Cazorla.

Suolo calcareo, pietrificato, granai di fango e paglia diroccati, campi coperti di stoppie sbiadite, cime frastagliate di montagne in lotananza, ore in cui non incontri praticamente nessuno, quando ti fermi senti ronzare il silenzio. Ma non osare parlare di monotonia perché in uno stesso giorno vedi strisce di oro puro che si estendono fino all’orizzonte […] la strada che devi percorrere è un’assurda serpentina in mezzo a centinaia di migliaia di ulivi, il sogno d’un pazzo, se ci stai immerso abbastanza a lungo poi sei grato quando ti si presenta un campo di grano o anche un solo pioppo. Chi vive qui dev’essere schiavo di questi paesaggi come un marinaio lo diventa del mare.

Cees Nooteboom, Verso Santiago

collage di Cazorla con le foto dello scorso weekend

collage di Cazorla con le foto dello scorso weekend

Lo scorso weekend, abbiamo di nuovo cambiato provincia ma stavolta per dirigerci a nordest (che detta così mi fa sentire proprio a casa e invece, paradossalmente, è la casa del churri!): Cazorla.

Mar de Olivos

Mar de Olivos (Photo credit: Guijarro85)

Situata nella ridente provincia di Jaén, Cazorla e limitrofi sono esattamente come li descrive Nooteboom qui sopra: una distesa di ulivi. Non a caso, voglio dire, ci troviamo nel primo produttore mondiale di olio d’oliva. La strada per arrivarci è meravigliosamente deserta: una autovia infinita nel saliscendi continuo delle colline. Io mi sono totalmente innamorata del paesaggio e non la smettevo di tediare il churri alla guida con gridolini ed esclamazione in stile “oooh!” e “aaaah!”. Non so come ha potuto sopportarmi per tutte e 3 le ore di viaggio, ma tant’è che ha deciso di lasciarmi vivere.

     ……………………………

Avevo cominciato a scrivere un post sull’ultimo weekend, un bellissimo finesettimana autunnale sulla Sierra di Cazorla, il più grande Parco Naturale di Spagna ed il secondo d’Europa. Stavo per scrivere di quanto mi deve aver stregato questo posto se, dopo neanche una settimana di ritorno a Malaga, già mi ero fiondata lì, a Cazorla, pueblo más bonito de España. Cazorla, che è sempre di più  il mio posto nel mondo in questa penisola che non è la mia, e sempre meno solo casa del churri. Son finita quasi per caso a sbirciare i post in bozza e lui era lì, il post di Cazorla iniziato esattamente un anno fa – 24 ottobre 2013 – e mai finito. La parte qui sopra era quella in bozza. Ho provato a continuarlo ma non potevo, perché non sono la stessa persona che scrisse quella bozza. Un anno fa il mio amore per Cazorla assomigliava ad un’infatuazione, aveva l’intensità di un colpo di fulmine e l’innamoramento totale di una cotta adolescente. La me di adesso ama Cazorla con molto meno idealismo ma con immutato entusiasmo, ne conosce pregi e difetti.

L’Ottobre Equestre ormai è diventato consolidata tradizione: l’anno scorso in questo periodo, con la mia collega tedesca, finimmo col cavalcare per 3 ore a Nerja, prima sui boschi e poi sulla spiaggia. Fu bellissimo anche per me che ero principiante totale, con una guida svizzera che parlava esclusivamente tedesco. Ogni tanto mi traduceva qualcosa in inglese, ma capire quello che spiegava era impossibile. Non sono morta probabilmente perché sono riuscita a capire l’unica spiegazione che si è degnata di darmi prima di farci partire in un galoppo sfrenato: in tedesco fu una filippica di mezz’ora su come posizionarsi e non cadere, in inglese a me disse solo “TOP SPEED!”. Fu fantastico comunque. [Ho appena cercato il post da linkare sulla cavalcata a Nerja e ho scoperto di non averlo mai scritto, non ci posso credere. Rimpianti a mille.]

Quest’ottobre, un po’ per casualità, mi sono ritrovata ad approfondire la conoscenza della Sierra facendoci una lunga passeggiata a cavallo con un’amica. Ho attraversato il Guadalquivir con l’acqua che arrivava a metà gamba della giovenca, senza bagnarmi nemmeno la punta delle scarpe. Ho salito sentieri ripidissimi che neanche le capre di alta montagna, mi sono graffiata le braccia perché certi boschi sono così fitti che è impossibile evitare i cespugli quando vai al trotto. Mi sono persa nella sierra al tramonto ed è stato bellissimo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Non ho mai saputo come continuare questo post di un anno fa e non lo so nemmeno adesso, ma in qualche modo pare giusto pubblicarlo oggi anche se significa lasciarlo incompleto. Sono sempre stata una di quelle che lascia le cose a metà. Menomale che almeno ho fatto un sacco di bellissime foto serrane e autunnali.

Annunci

Un commento

  1. Direi che quel poco che hai scritto è sufficiente per immaginare la sua bellezza! Un altro luogo da segnarsi di quella Spagna che tanto amo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: