Dei venti andalusi e delle costruzioni abusive

Oggi Málaga si è svegliata sotto uno spessissimo strato di nubi bianche come ovatta, una coltre pesante e opprimente. Soffocano tutto, queste nuvole del color della neve, e danno l’impressione che il sole non sia mai sorto. È strano svegliarsi senza sole a queste latitudini perché per quante nuvole ci possano essere, in genere c’è sempre un pezzetto di cielo visibile, un’apertura di azzurro, da qualche parte. Oggi no. Oggi ci siamo svegliati ed il mondo era in bianco e nero.

Guardo fuori dalla finestra e immagino che faccia freddissimo, lì fuori. Ma poi esco in terrazza e mi avvolge l’aria calda del deserto, un vento che sembra uscire direttamente dal phon. È stranissimo questo cozzare di sensi. Questo caldo è totalmente inaspettato e decido di documentarmi. Il vento che soffia su Málaga oggi è il Levante, un vento che nasce nel Mediterraneo centrale – sulle Baleari – e raggiunge la massima velocità sullo Stretto di Gibilterra, che fa da imbuto e divide l’Andalucía in due: nebbia e precipitazioni a est del Peñón (noi), clima secco ad ovest (la costa atlantica).

Precipitazioni ancora zero, il vento la fa da padrone. È interessantissimo e stranissimo allo stesso tempo. Mi piacciono questi venti violenti, il rumore che fanno, la sensazione sulla pelle. L’unica parola che mi viene in mente per descriverli è ARRASAR, perché rende perfettamente l’idea anche foneticamente. Suona giusto. È un vento che arrasa, questo, che rade al suolo, che porta via tutto. E che cambia completamente il ricordo che ho delle sensazioni. In Veneto, a novembre, sono sempre venti gelidi: la bora, la tramontana. Venti baltici o transalpini, di quelli che ti arrivano addosso e ti entrano nelle ossa, e ti sembra che non smetterai mai più di tremare. Qui i venti sono caldi, a novembre come in estate. Sono venti che non arrivano dalle montagne, come i miei, ma dal Sahara o del Mediterraneo, venti di Scirocco e di Levante, che creano deserti e portano sabbia rossa.

Mi sono sempre piaciuti, i venti. Da piccola ne sapevo a pacchi, perché mio padre me ne parlava spessissimo. Ogni volta che c’era un evento climatico emozionante, mio padre – appassionato di parapendio – mi spiegava il come ed il perché si formavano le nuvole e da dove arrivava il vento. Mi sembrava pazzesco e ascoltavo super assorta le sue spiegazioni, anche se non sempre mi erano chiarissime le scienze della meteorologia. Mi parlava di nembi, cumulonembi e cirri e poi perdeva il mio interesse quando passava alle parti tecniche sulla pressione, l’altezza e l’atmosfera. Avevo pur sempre 10 anni…

È comunque grazie a questo vento nuovo, che ho scoperto quella che pare essere una terrazza in piena regola, SOPRA AL MIO TETTO. Ad un certo punto, stamattina, sentivo camminare e rumoreggiare sopra la mia testa. Lì per lì ho pensato fosse un antennista, ma i rumori non erano quelli tipici. Quindi sono uscita in terrazza e ho guardato in su: c’era un uomo – mezzo nudo – con un telo viola sopra casa mia.
– Churri! Oooh Churriiiii! Vieni a vedere!
– Embè? Starà prendendo il sole…

Col cazzo. Entro in casa, aspetto 5 minuti per vedere se se ne va il tipo, e ficco la testa fuori dalla velux: è una terrazzina! C’È UNA TERRAZZA SOPRA DI NOI! Ma da quando? Boh. Mai vista prima. E ha tutto l’aspetto di essere adibita a stendi-panni perché, si signori, il tipo mezzo nudo stava stendendo. Foto a riprova del fatto che non sono pazza e che qui, le terrazze, le fanno davvero ovunque:

DSCN8799

La “terrazza” sopra al tetto

Scusate la qualità e la stortura, ma ero in bilico con un piede sopra al divano ed ho il collo girato di quasi 180 gradi… La parte in basso a sinistra è un pezzo della mia finestra (quella da cui entra acqua quando piove).

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3 commenti

  1. Qui c’è sempre vento, quando torno a casa in italia è come essere in un mondo senza correnti adesso. Bella la storia di tuo papá che i raccontava dei venti!

  2. Cioè sto tipo stende i panni con il vento pieno di sabbia…non oso immaginare come saranno! Avevo pensato anch’io di fare il bucato poi ho pensato a come si riduce la mia macchina (che oggi è lurida) ed ho evitato! Io il vento lo odio, non solo perché mio figlio s’ ammala sempre ma perché mi rende nervosa. Ricordo le settimane di vento senza pausa a mallorca, un incubo. Per questo ho sempre scartato di vivere in posti come menorca dove dicono che la gente va fuori di testa.

    1. Ho avuto il tuo stesso pensiero a proposito dei panni, poi mi sono docciata e ho pensato: mah, con sto vento caldo l’asciugamano si asciugherebbe in 5 sec… stendiamo! Detto, fatto. In 5 sec sicuramente era asciutto ma io me lo son dimenticato e un’ora dopo NON C’ERA PIÙ! 😦 arrancato via dallo stendino con tutte le mollette. Spaventoso.

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