SVENSKA för alla con Duolingo

In caso ancora non fosse chiaro, premetto che sono una di quelle persone che si ossessiona facilmente un po’ con tutto quello che mi capita a tiro, ma soprattutto con queste categorie: canzoni, social-media, giochi, lingue. Ciò significa che posso tenere in loop la stessa canzone per settimane, passare ore su Pinterest (dal pc, dallo smartphone, dal tablet) e sprecare la mia vita con Farm Heroes Saga (sul pc, sullo smartphone, sul tablet) senza rendermene conto.

Per le lingue fino a poco tempo fa avevo avuto fortuna perché richiedevano molto tempo, pazienza e dedizione – tutte qualità che non ho mai avuto – e quindi erano sotto controllo. Nonostante la mia tremenda pigrizia, sono probabilmente la mia passione più grande, una delle uniche cose che suscita per me curiosità infinita e infinite possibilità. Non a caso sono linguista e lavoro come traduttrice, no? Ho sempre avuto un ottimo rapporto con le lingue: le imparo in fretta e mi vengono abbastanza automatiche. Non ho mai capito se mi vengono facili perché mi appassionano o se mi appassionano perché mi vengono facili. [Caso a parte sono le lingue morte, ho avuto latino e greco sulla sufficienza secca dalla 1 liceo in poi…]

Poi venne DUOLINGO.

Non so se esista ancora qualcuno che non lo conosce, ma è una piattaforma di apprendimento linguistico intuitivo. Usa quello che ai tempi del liceo da me chiamavano Metodo Natura (Metodo Ørberg), che consiste nell’approccio al latino e al greco per deduzione, senza memorizzare da subito noiosissime regole grammaticali. Era un metodo abbastanza contrastato, da un lato c’erano i prof innovatori che lo tenevano su un piedistallo e giuravano che stava dando nuova vita alle lingue antiche, dall’altro lato c’erano ovviamente i fondamentalisti, quelli talmente incartapecoriti da aver visto coi loro occhi l’ascesa del Sacro Romano Impero, e per i quali la corruzione del mos maiorum mai e poi mai avrebbe potuto portare qualcosa di buono. Per esperienza personale (la mia classe fu una delle prime a fare da cavia per questo nuovo metodo) posso dire che probabilmente con le lingue morte la scelta è difficile: le regole sono talmente tante e ancor di più le eccezioni, senza studiarle a fondo e interiorizzarle è quasi impossibile imparare davvero a lungo andare. Sfido chiunque dopo anni di solo metodo natura a fare una versione decente. Tuttavia, è perfetto per cominciare a studiarle ‘giocando’: non spaventa gli studenti e si da loro il tempo di familiarizzare coi casi e abituarsi psicologicamente all’enorme quantità di merda che sta per cadergli addosso.

Per quanto riguarda le lingue moderne, anche qui è un metodo assolutamente fantastico per cominciare: ti piazza lì due frasi, pronunciate da un madrelingua, e ti abitui pian piano al suono e alla grafia della lingua. È importante sottolineare che le frasi sono pronunciate in modo molto limpido, in un accento standard e neutrale della lingua in questione: non è come un esame del TOEFL dove nel listening ti trovi un indiano che parla inglese con sottofondo un mix di rumori di metropolitana e mercato centrale di Bombay. Impari cose assolutamente a caso e apparentemente senza nessun ordine, ma in realtà è tutto ben catalogato in uno spettacolare albero genealogico grammaticale che molto soddisfacentemente ti mostra tutti i tuoi progressi:

language tree (foto da Google)

Ogni volta che mi  passa al livello successivo con la musichetta di vittoria, mi gaso come col LEVEL UP! di Super Mario.

Ora, io Duolingo non lo usavo da qualche mese, da quando avevo provato un po’ per gioco lo spagnolo ed ero andata direttamente su ‘strenghten my skills’ per saltarmi tutti i livelli dell’albero in una botta: ero passata, ma mi dava tutte le skills debolucce! Indignatissima, la linguista che è in me è andata a controllarsi le skills una per una e ha presto svelato il mistero: ci sono svariate inesattezze che portano il programma e segnare una frase sbagliata anche se il significato è lo stesso, ché poi non è altro che l’eterna dicotomia traduzione automatica vs. traduzione umana. In questo caso, le frasi tradotte NON sono di traduzioni automatiche, il problema è che viene fornita solo una traduzione accettabile mentre molto spesso ce ne sono varie.

Esempio veloce, una frase da tradurre da inglese a spagnolo: ‘i want my kid to do his homework‘. Può essere tradotta in molti modi diversi perché l’inglese è molto meno specifico dello spagnolo:

1) quiero que mi hijo haga sus deberes (i compiti)
2) quiero que mi hijo haga su deber (il suo dovere, in generale)
3) quiero que mi hijo haga sus tareas (i compiti)
4) quiero que mi hijo haga su tarea (il ‘compito’)

Di queste frasi, l’unica che viene accettata è la 4. Intelligentemente, del genere (maschile/femminile) non tengono conto, ma di plurale e singolare sì. Il problema è che homework è sempre singolare in inglese, ma non lo è in spagnolo, dove anzi è quasi sempre plurale. Dire ‘quiero que mi hijo haga su tarea‘ verrà infatti al 98% malinterpretato per una tarea domestica proprio perché al singolare, tipo rifarsi il letto o mettere a posto i giocattoli. Non è sbagliato dire tarea, ma non è la prima risposta che darebbe un madrelingua, né la più scontata. Per fortuna, esiste un attivissimo forum di linguisti molto più nerd di me che dibattono costantemente su queste questioni, infatti quando sono andata a segnalare l’errore (opzione che ti da ad ogni domanda) ho scoperto che c’erano già altre 400 e passa segnalazioni uguali ed un topic aperto. Ha!

La cosa bella di Duolingo è che è una piattaforma aperta in cui ognuno può apportare e aiutare a sistemare i vari bugs, per cui è in continuo miglioramento. È un po’ il Linux delle piattaforme linguistiche!

La settimana scorsa è stato lanciato un corso di svedese, è ancora in beta. Manco a dirlo, mi ci son buttata a capofitto e prevedo di poter leggere correttamente le etichette dell’Ikea entro le prossime 3 settimane. Forse 4. Proprio perché ancora in versione ‘di prova’, il corso manca di alcune cose, tipo i caratteri speciali fondamentali per scrivere in svedese. Li mette nelle frasi originate in svedese dal programma, ma quando devi scrivere tu non ti da l’opzione di sceglierli come invece fa con lo spagnolo. Sicuramente nella versione definitiva questa cosa cambierà e allora saranno cazzi, io adesso sto passando tutte le prove solo perché non devo ricordarmi le varie ä, å, ö e così via. Poi uno pensa alle lingue del nord e se le immagina come un enorme grumo di consonanti di seguito, no? E invece lo svedese ti tira fuori con nonchalance qualcosa come 9 vocali per suono e tutti con un tono preciso e diverso, ché se ti sbagli di apertura vocalica combini un casino e chissà che cazzo stai dicendo.

Man mano che si avanza nell’apprendimento, le frasi da tradurre si fanno volutamente sempre più assurde e capita di vedersi comparire chicche come questa:

duolingo svenska

Tratto dal mio duolingo di svedese

 

Ho passato 5 minuti a leggerla e rileggerla ed ero convinta che fosse un errore mio, ma alla fine ho cliccato su OK e…

…Hallelujah!

 N.B. prima che qualcuno me lo chieda, QUESTO NON È UN POST SPONSORIZZATO. Vi assicuro che da Duolingo non becco un cent, siete in 4 gatti, non interessiamo a nessuno. È tutto puro frutto di deliri linguistici e di troppe ore passate a tradurre ‘il tuo gatto si mangia la mia tartaruga rossa’.
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9 commenti

  1. Io che so lo Svedese sto studiando lo Spagnolo con duolingo. Ogni tanto me ne esco con frasi agghiaccianti come “el mono come arroz” oppure “Los empresarios no duermen en la mañana” però se contiamo che un mese fa il mio livello di spagnolo era limitato a Hola e Gracias direi che duolingo ha fatto il suo sporco lavoro! 🙂
    Ha det så bra med Svenska!

    1. tack så mycket! Duolingo può essere anche molto creepy, comunque. Stamattina mi ha tirato fuori un tremendo ‘the child who was never born’ :O (l’ho cagata, ovviamente…)

  2. Io sto studiando svedese con un metodo di cui ho scritto nel blog a settembre mi pare. Ci sono su youtube dei video di ‘leatn Swedish with pictures’, ho scaricato l’audio e ce li ho nel telefono. Gli ascolto in loop quando vado al lavoro, quindi non so come si scrivono le cose, né che significhino (eccetto alcune cose), le pronuncio e basta. Fra pochi giorni guarderò i video e spero l’asdociazione suono-grafia venga fuori!

    1. Se funziona poi mi dici e ci provo anch’io 🙂 anche se la mia ‘memoria uditiva’ temo non sia così sviluppata…

  3. Duolinguo, non lo avevo mai sentito!! Lo userò per migliorare il mio spagnolo 🙂 Per quanto riguarda lo svedese, io che ci vivo in Svezia ed uso la lingua locale 🙂 mi domando ma quella frase “Det regnar män” da dove la hanno tirata fuori??? Non mi pare si usi, non qui al sud almeno 🙂 è veramente assurda!! Ma dovevi tradurre dall’inglese allo svedese o viceversa?

    1. Sì, c’è solo svedese-inglese perché è un corso fatto a misura per imparare lo svedese a partire dell’inglese, per l’italiano ci attacchiamo al tram 😦

  4. Quanto mi rompe le scatole mio fratello con duolinguo! 🙂
    Io lo trovo carino ma non riesco a farne una ossessione, infatti l’ho abbandonato a metà!
    Mi ossessionano le cavolate e duolingo no!!
    Perché??!

    1. Ahahah ma non lo so, è strano perché è molto entertaining, tutti quelli che conosco si sono ossessionati. Non so come fai ad esserne immune 😀

      1. Sono immune alle cose utii 😀

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