2014 e intrusioni

WordPress anche a me ha mandato il famosissimo annual report, svegliandomi di colpo dal torpore navideño e ricordandomi che l’anno mi sta scorrendo via tra una birra e un pasticcino.

Non ho neanche voglia di scriverlo, questo post, ma mi sto obbligando perché ogni tanto spulcio vecchi post e tiro le somme dei vari periodi della mia vita. Quindi sì, lo faccio, perché non voglio dimenticare.

Il 2014 è stato un anno di merda e finirà esattamente com’è iniziato: in un posto in cui non volevo essere.

È iniziato a Malaga, in una festa troppo elegante e troppo poco divertente perché io & il Churri potessimo davvero apprezzarla (siamo più caciaroni, diciamolo senza remore) e finirà a Cazorla, stavolta sì, con gli amici di sempre in un ambiente molto più rilassato. So che mi divertirò da morire, che mi ubriacherò e che riderò fino alle lacrime, perché è quello che mi succede sempre a Cazorla, che sia Capodanno o meno. Ma io volevo essere in Italia. Quest’anno toccava a me, ce l’eravamo detto, ci eravamo proposti un Natale qui ed uno là, ma alla fine il tempo e i soldi fan sempre quello che vogliono loro.

Dopo le soddisfazioni del 2013 (laurea, trasloco a Málaga) il 2014 è stato un anno di arresto e retrocessione, ho dato più passi indietro che avanti e ho passato più tempo a lamentarmi che ad essere felice. È stato un anno in cui mi sono sentita poco amata, poco felice, poco motivata. Mi sono sentita POCO io, ed è una sensazione orrenda.

Mi dicono che è perché quest’anno ho avuto sempre Saturno in opposizione e ciò rende tutto molto più difficile, ma non so se sarebbe giusto dare a lui tutta la colpa.

Assolutamente nulla di quello che volevo è andato per il verso giusto e, se me lo chiedessero, non so davvero che ci sarebbe qualcosa che salverei di questo 2014.

Non ho visto nulla di nuovo, non ho conosciuto nessuno di interessante, non ho fatto nulla di importante. La mia vita non ha subíto cambi in meglio, ma solo in peggio. Mi è pesato moltissimo non tornare a casa per Natale, anche se con la famiglia del Churri sono stata molto bene.

Granada

Granada

Da una settimana non faccio che girare come una trottola, da Malaga a Cazorla, e da Cazorla a Granada almeno 2 volte (2 ore e passa solo andata), tutto sommato son state delle feste movimentate e sono contenta di non essere restata a Malaga. In questo momento scrivo da Granada, salone con vista Sierra Nevada imbiancata al massimo, fuori -1. Molto bello, ma non è casa mia e quest’anno avevo davvero, davvero, davvero bisogno di tornare e stare con la mia famiglia. È il secondo Natale che passo lontano e, se il primo era stato una piacevole novità, il secondo è più che altro un obbligo pratico. Per quanto la famiglia del Churri possa essere gentile ed ospitale (e lo è, tutti loro!) non sarà mai come stare con la mia. C’è questa cosa, che ci si sente sempre un po’ intrusi a participare alle feste con un’altra famiglia. C’è questa assenza di senso di appartenenza, questa incomodità di fondo che ti assale, e sai che non sarai mai a tuo agio completamente come in casa tua. Forse è un po’ triste però è così, almeno per me. Io li amo tutti da morire, ma la mia famiglia è un’altra storia e nulla riesce a rimpiazzarla, sarò sempre un’intrusa a Cazorla. Non sarò mai Anna, ma sempre e solo “la ragazza di”. È così adesso e lo sarà anche tra 20 anni, perché non importa quanto tempo passa, ci sono cose che restano scolpite nella pietra. Sarei più felice se mi etichettassero come ‘la italiana’, almeno avrei un’identità mia. Sapete no, quelle conversazioni sceme del tipo:

– Oh, sono andata a far shopping con Anna.
– Ah, quella del pub o la bionda?
– No, l’italiana.

Cazorla

Cazorla

Alcuni lo fanno, ma sono molti di più quelli che in una conversazione simile si riferiscono a me come ‘l’Anna di J.’ È giusto così suppongo, alla fine è il suo pueblo, la sua gente, i suoi amici. Io mi sono integrata benissimo e mi hanno accolta come una más, non mi fanno mai sentire ‘quella che viene da fuori’, però al contempo lo sono, e lo so io come lo sanno gli altri. È per questo che quest’anno avevo bisogno di un po’ di mio, della mia gente, dei miei amici. Quelle persone per cui è il Churri ad essere ‘il ragazzo di’. Non è che mi dia fastidio, semplicemente dopo così tanto tempo ho bisogno di appartenenza, di sentirmi mia e non sempre l’intrusa. Forse sono un sacco di paranoie per niente, però sono sensazioni a pelle che è impossibile ignorare.

Sentire la necessità di casa è una cosa che non mi capita spesso, è una sensazioni quasi del tutto nuova per me. Però è qui, con me, adesso.

Per il 2015 non faccio liste di buoni propositi, ci fosse un anno in cui ci faccio caso, né mi auguro cose. Voglio solo essere felice.

(NB. Ultimo post dell’anno e numero 100. Mi piacciono le cose rotonde.)

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10 commenti

  1. 😦
    tristino. Anche io l’anno scorso ho passato il Natale con la mia “famiglia lettone” e mi ero ripromessa di non farlo mai più perchè mi mancavano la mia famiglia, i miei cugini e la nostra vigilia tradizionale.
    quest’anno, a Padova, mi è mancata la mia famiglia lettone… inizio veramente a sentirmi scissa.
    Peró capisco il discorso alienante di sentirsi chiamare “la ragazza di…” peró dai, magari non durerà per i prossimi vent’anni!

    AUGURI!!!

    1. Auguri anche a te! E a Padova, al Veneto, agli Spritz…. ❤

  2. Mi spiace che tu non ti senta a posto, ma capisco. Oserei dire che è meglio quando la coppia è all’estero da sola senza la famiglia di entrambi. Ci si appoggia di più uno all’altro e si fa famiglia. Certo io ho anche i bimbi che ti danno gioia ovunque si è. A questo punto allora ti auguro solo un anno migliore!

    1. Sì, sono giunta alla conclusione che la cosa migliore sarebbe essere lontani da entrambe le famiglie, per non creare scompensi. In fondo la nostra è una situazione temporanea, resisterò.
      Grazie per l’augurio, spero lo stesso per te 🙂

  3. Mi ritrovo molto in questo post, mi hai ricordato sensazioni di qualche tempo fa.
    Mi dispiace per il mancato ritorno… Dovrebbero fare dei voli speciali per la nostalgia canaglia.
    Un bacio!!! Ti strizzolo tutta!

    1. Bacio anche a te!
      So che ho infuso un bel po’ di tristezza nel web con questo post, prometto di migliorare scrivendone uno completamente ubriaca il 1 di Gennaio eheh.
      Un abbraccione e buon champagne.. anzi, buon anno, che in Australia ci siete già!

  4. Ti capisco, ma purtroppo ci siamo scelte delle vite cosi. Io sono tornata a casa dei miei il 24 e mi sento fuori luogo al massimo…
    Insomma, non saremo mai contente, in fondo in fondo. Ti mando un abbraccione. La mia strategia in questi casi e’ ricoprire di affetto la famiglia “adottiva” finché non sono “famiglia e basta” anche loro. Insomma, aggredisci! 🙂

    1. haha sì, è anche il mio metodo. Ed è sicuramente vero che anche a casa propria dopo un po’ ci si sente un po’ fuori luogo, ma c’è sempre quella nicchia tutta tua che viene conservata no? 🙂
      Ricambio l’abbraccione!

  5. Sempre sarai la novia de, anche dopo anni, anzi, poi con l’etá si diventa la mujer de, e la cosa m’infastidiva molto, ora sono la ex de, e non é che la mia situazione sia migliorata, continuo a non avere una mia identitá, anzi, la ex de combacia anche con la madre de, ed io son sempre qui che aspetto….
    peggio ancora la sensazione che ho ora di essere troppo italiana per gli spagnoli ma troppo spagnola per gli italiani e non sentirmi ne’ carne ne’ pesce e niente, vivo nel limbo, senza nome, senza nazionalitá, e con un 2014 di merda alle spalle!!
    buon anno e vediamo se il 2015 ci fa finalmente incontrare, almeno tra noi saremo la veneta e la friulana, ehehehe 🙂

    1. ahahaha mi piace, la veneta e la friulana 😀

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