Gli americani, la Super Bowl e perché tutto ciò influisce sul mio lunedì

Quando lavori per un ufficio internazionale con un sacco di progetti diversi, spesso accade che il Cliente con la C maiuscola sia un’azienda americana. Si da il caso che negli USA in questo periodo ci sia una tradizione molto seguita e immancabile per ogni vero americano che si rispetti, la SUPER BOWL. Io l’ho vista solo negli episodi dei Simpsons, ma mi assicurano fonti attendibili che è esattamente il delirio che dipingono nei cartoni animati più gialli della tv.

Quindi che c’entra il lavoro, l’America e la Super Bowl? C’entra perché il mio lavoro dipende – ogni singolo giorno – dagli aggiornamenti che mi vengono mandati direttamente dalla Terra Promessa che sta lì in fondo, all’estremo ovest del mondo (eurocentrismo totale? Sì, è l’unico planisfero che ci davano alle elementari). Essendo loro 9 ore indietro, quando io dormo bellamente qua, nel centro del mondo conosciuto anche come UTC +1, loro nel far west stanno lavorando e mi mandano documenti e builds su cui io poi lavoro quando mi sveglio e che trovo lì pronti ad aspettarmi nella mia casella di posta.

Orbene, stamane è lunedì. Io mi sono pure svegliata col ciclo, in ritardo, con le palle girate perché mi sono scottata la lingua col caffè appena fatto (chi ce l’ha il tempo di aspettare), corsa a prendere il bus (premio per aver dovuto fare una deviazione di 1km per ricaricare la tessera col tempo risicato ma senza bestemmiare, post a parte). Arrivo al lavoro e mi fiondo alla scrivania, la prima cosa che faccio è aprire Outlook: send/receive e passa la paura. Dopodiché mi dedico ad aprire gli altri programmi che mi servono in modo che sia tutto up and running prima di spulciare la posta. È così che, con perplessità, fisso il monitor un paio di minuti, non ci sono emails. Ricontrollo, ma mi dice che invio e ricezione sono stati completati. NON CI SONO NUOVE EMAILS. Uhm. Sto coso si è rotto, sicuro.

Sono ancora lì che cerco di capire cos’è successo quando mi arriva il cordinatore alle spalle e mi dice che gli è arrivata una notifica da AA (Azienda Americana). Risulta che gli americani sono stati troppo impegnati per lavorare e che non potranno inviare nessun documento né software nuovo oggi. Ciò significa varie cose per me, lavoratrice europea, questo lunedì: 1) dover lavorare su build e xcel vecchi, quasi sicuramente per niente, 2) potermi grattare le palle quasi tutto il giorno 3) esser venuta all’altro capo della città per nulla (di lunedì, con la resaca, col ciclo, col freddo, col ritardo, con la lingua scottata). Ora io non so cosa diceva esattamente la ‘notifica’ che è arrivata al mio capo, ma a me non mi fate fessa, cari americani.

Io lo so che ieri vi siete sbronzati come bestie, affogando kg di alette di pollo fritte – rigorosamente vendute in secchi e cosparse di salsette piccanti – in litri di Budweiser, e che oggi vi siete fatti dare il giorno libero. Lo so! E siete dei codardoni perché potevate pure avvisarmi e me ne stavo a casa pure io.

Quindi che cazzo fai al lavoro quando ti dicono espressamente che oggi ti puoi grattare le palle, MA il tuo pc ha quasi tutti i siti bloccati? Facile, provi con gli https, che sono sempre gli unici indirizzi ad essere sbloccati. Casualità vuole che rientrino negli https siti come facebook, gmail, twitter, pinterest e (urrà!) wordpress. Mentre devo comunque stare attenta a non farmi beccare cazzeggiando del tutto, posso anche permettermi il lusso di aggiornarmi su tutti i blog che non ho potuto leggere nelle ultime settimane, farmi gli affari degli altri e nutrire la mia pinterossessione. Un dettaglio importante è il fatto che qui, dentro il laboratorio di testing, non ci è concesso portare nulla che non sia una bibita (no cellulari, no libri, nulla di nulla) però uno dei principali mezzi con cui lavoriamo sono proprio cellulari vari (Android di tutti i tipi e iPhone) e tablets (Android, Kindle Fire, iPad) quindi io ho a disposizione più o meno tutto ciò che voglio per fare il mio lavoro. Oggi i miei strumenti di lavoro mi verranno in aiuto in quanto oggetti tecnologici sbloccati: un paio di configurazioni e l’ultimo cellulare velocissimo e nuovissimo ha ora dentro tutte le app che mi allieteranno questa giornata fino alle 17.30.

Quello che fai quando in ufficio non hai niente da fare:

  1.  Hackerare i suddetti telefoni/tablet per farli a tua immagine e somiglianza. N.B. poi ricordarsi di cancellare tutte le tracce.
  2. Installare Rassegna Stampa (google play) e farsi un giro sui giornali mondiali, soffermandosi sui titoli più interessanti e assaporando la lettura degli articoli che hanno attirato la nostra attenzione. Sì, gli stessi che non hai avuto il tempo di leggere bevendo il caffè perché eri in ritardo. Sì, persino quelli oltraggiosamente superficiali come quelli del Daily Mail vanno bene. Tanto mica hai niente da fare, no?
  3. Installare l’app del Kindle e sincronizzarlo col tuo account per continuare spudoratamente la lettura direttamente da dove l’avevi lasciata 2 ore fa sul bus. Bonus: stare concentratissima sopra lo schermo del cel, sembrando così uber-zelante sul lavoro da stare testando sul dispositivo Android anche quando tutti sanno che non hai motivo di farlo.
  4. Scaricare giochi a caso che NON richiedano link a facebook perché quello sarebbe davvero troppo a sgamo.
  5. Stalkerare Pinterest
  6. Guardare per la prima volta i TT di Twitter e capire se sono tutte stronzate o c’è qualcosa di veramente interessante (TT Italy: metà non li conosco, metà sono della superbowl. TT Spain: metà non mi interessano/metà sono della superbowl)
  7. Scrivere un post su tutto questo.
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3 commenti

  1. Mi unisco al misto di scazzo e pigrizia, ma causa febbre. Oggi dovevo rientrare a Venezia da casina piemontese, e invece sono qui che bevo litrate di acqua calda e limone pregando di star bene entro domattina, che giovedi volo a Londra…

  2. Io che sto a Roma a casa di mamma e papà ho passato il lunedì a leggere, perché qua è pieno di libri, cartacei, vecchio stampo. Che goduria! Ma quanto sei tecnologicaaaaa!

    1. haha ma menomale che lo sono, perché sennó mica mi passava più la giornata! Non possiamo portarli dentro i libri ‘veri’ 😦

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