Elecciones Autonómicas 2015

Oggi in Andalucía è giornata di elezioni, le autonomiche, quelle regionali. C’è stato grande fermento ed un sacco di gente si è animata ed è andata a votare, grande successo per gli andalusi che sono sempre stati un popolo storicamente poco affluente.

In queste settimane la campagna elettorale è stata impietosa, ci sono state scenate, scandali, stronzate, promesse. Più vivo qui più mi rendo conto di quanto siamo – purtroppo – uguali anche in quest’aspetto. Corruzioni, giochi di potere, patti: la politica spagnola è come quella italiana, solo con (molti) meno partiti.

Non so se sia perché ormai ‘sono grande’ o semplicemente perché sta cambiando il mio modo di vedere il mondo, ma mi sono resa conto che io, di queste elezioni e di questa politica che non mi appartengono, ne so a pacchi. So nomi e cognomi dei politici, conosco bene i vari partiti, so per filo e per segno tutti gli scandali, i fatti opinabili e le polemiche di cui si sono resi partecipi, so che faccia hanno e so chi mi piace e chi no. Quando vivevo in Italia, non sapevo nulla né tantomeno mi interessava sapere. Sì, conoscevo i più famosi, sapevo chi mi stava in culo e sapevo degli scandali berlusconiani, ma era difficile non essere informati perché erano OVUNQUE. Anche qui la politica permea ogni cosa, ma noto come senza sforzarmi imparo, pur senza volere. La politica è nei giornali, nel tg, nelle conversazioni della gente ed io mi ritrovo, sorpresa, ad avere un’opinione mia su molte cose in cui, di fatto, non ho alcun diritto di opinare. Fa un po’ triste dirlo, ma è così, non ho diritto ad opinare su queste cose perché non ho alcun diritto di voto. La mia opinione vale meno di zero.

Ed è qui che comincia il paradosso, perché la vida da asco, karma is a bitch e chi più ne ha più ne metta. In Italia, dove sono nata e cresciuta, posso votare per qualsiasi cosa eppure non sono informata, non so cosa succede e non potrei dare un voto in tutta coscienza senza farlo sembrare qualcosa di più di una X a caso. A maggio ci sono le regionali anche in Veneto e non so neanche chi si presenti. In Spagna, il paese che mi accoglie, potrei votare coscientemente e fare una scelta informata, perché sono talmente intrisa di politica spagnola da potermi candidare io stessa eppure non posso votare, non ho la cittadinanza.

È un paradosso perché mi spiace non poter votare in questa terra che amo e che vorrei veder migliorare, ma al contempo ogni volta che mi chiedono se sto pensando di prendere la cittadinanza la mia risposta è sempre un rotondissimo, secchissimo NO. Perché? Perché non sono spagnola e non voglio diventarlo. Perché essendo italiana la mia nazionalità mi consente solo un altro ‘slot’ di cittadinanza e non lo voglio sprecare occupandolo con un’altra europea che non mi darebbe alcuna utilità pratica. Il mio altro slot lo userei per diventare australiana, o canadese o qualsiasi altro continente che mi desse qualcosa che il mio non mi può dare. Sono già europea, non mi serve esserlo doppiamente. E quindi non voto in Spagna, perché non posso. E non voto in Italia, perché non sono iscritta all’Aire.

Mi trovo in un limbo elettorale in cui non posso votare da nessuna parte. E va bene, me lo sono scelta io, lo so. Però è frustrante. Penso a tutte quelle volte in cui in Italia votavo ‘il male minore’ e comunque non era mai una vera scelta, era per non dare un voto in bianco. E poi penso a quanto vorrei poter votare qui, vorrei poter fare la differenza, vorrei potermi fermare ai banchetti elettorali per strada e starli ad ascoltare invece di dirgli ‘non perdere il tempo con me, tanto io qui non posso votare‘.

Ogni volta che mi dicono quanto ‘spagnola e integrata’ io sia, ogni volta che mi fanno i complimenti per il mio spagnolo, ogni volta che mi dimentico che questo non è il mio paese… Viene tutto lavato via in un attimo dal mio perenne e incancellabile status di immigrata. E ci saranno sempre situazioni come questa che me lo ricorderanno.

Sono una di voi, eppure non sono una di voi.

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3 commenti

  1. io proprio per questo fatto di non poter votare ho perso qualsiasi interesse nella politica, non so i nomi di nessuno né i programmi … Anche perché non ho tv, né leggo più i giornali, vivo en el mundo de yuppi

    1. e fai bene, io son qua che rosico coi risultati delle elezioni invece. Roba da matti.

  2. Secondo me informarsi e’ comunque giusto. Oggi non vuoi prendere la cittadinanza, chissa’ che in 20 anni non sarai ancora lí e non cambierai idea? Vedila come una cosa che fai per te…

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