SEVILLA, mi arma.

Ovvero LA CALATA DEI SICILIANI.

Degli amici messinesi sono venuti in visita, ed essendo già stati a Málaga abbiamo deciso tutti di farci un paio di giorni a Siviglia, la celeberrima capitale andalusa.

Erano 4 anni che non tornavo: mi sono perdutamente re-innamorata di lei. Siviglia è addirittura più bella di come me la ricordavo, e me la ricordavo bellissima.

 Sevilla en abril, a ridosso della feria, tutta vestita a festa. Sevilla de lunares, a pois, bianchi e rossi, e le bici del comune anche loro sponsorizzate da Cruzcampo. Siviglia in aprile, con 30 gradi ma sempre meglio dei 48 dell’ultima volta a giugno.

La seconda volta è sempre meglio della prima, perché alla prima è tutto nuovo, non sai dove andare, ti meravigli per tutto ma vedi troppe cose ed i ricordi si fondono insieme. La seconda volta sai già più o meno cosa vedere, cosa evitare, su cosa focalizzarti. La seconda volta i ricordi si sistemano e si consolidano, è una conferma di maestosità ed è l’occasione per farla un po’ tua. Alla prima avevo visto i monumenti più importanti (Cattedrale, Giralda, Real Alcazar) e mi erano piaciuti da morire ma bisogna perderci parecchio tempo: questa volta ho deciso di dedicarmi alla città. A perdermi per i suoi vicoli, a passeggiare lungo le sponde del Guadalquivir, ad innamorarmi della vista del ponte di Triana, ad ubriacarmi nei baretti underground dell’Alameda. Ancora una volta non sono riuscita a salire sulle setas.

Puente de Triana, ph. Google

Alcune cose invece le ho rifatte, come remare a Plaza de España, nonostante avessi giurato a me stessa che mai più mi sarei autoinflitta tale sofferenza. Ed invece remare in aprile, al tramonto, è molto più bello e divertente che a giugno, alle 15 (45 gradi, ndr), la temperatura è perfetta ed i palazzi si tingono d’oro tutto intorno. Stavolta ho pure scoperto che, contro ogni aspettativa, ho pure un certo talento per il remare (remaggio?), vedi mai che a Cambridge servisse una mano in più per le regate.

Complice il fatto che stavolta, a Siviglia, c’erano amici di amici, siamo stati portati nei migliori bar (credo?) e se non erano i migliori mi sconvolge pensare a come potrebbero essere gli altri, perché HO PROVATO LE MIGLIORI TAPAS DELLA MIA VITA.

A questo proposito voglio rivelare l’importantissima info con voi, 25 lettori: per le tapas dalle tre B (buenas, bonitas y baratas – buone, belle ed economiche) bisogna andare all’Alameda de Hercules. Alla fine (o all’inizio, dipende da dove arrivate) del parco c’è il Bar Antojo (Calle Calatrava, 44) che è bellissimo dentro e buonissimo pure.

Tavola rotonda per 8

Tavola rotonda per 8

Noi abbiamo provato credo almeno 3/4 di menù e consiglierei TUTTO, ma in particolare:

Risotto tartufo e zucchine (un piattone, minimo per 3)

Rabo de toro (coda di toro su vellutata di patate, paradisiaco), servito su un pentolino di rame bellissimo. Ironicamente, l’unica tapa di cui non abbiamo fatto foto causa lacamerieral’haportatoecelosiamosbafatoin1sec

Puerro con bechamel (cipollotto/porro con besciamella)

Sopra: flamenquin casero Sotto: puerro con bechamel già mezzo smangiato

Sopra: flamenquin casero
Sotto: puerro con bechamel già mezzo smangiato

Vorrei far notare poi che non sono le classiche tapas da bar, a parte l’ovvia elaborazione, c’è pure in impiattamento da Masterchef mica da ridere!

Carne al whisky

Carne e patate al whisky

Poi, già che siete sull’Alameda, vi spostate a uno dei mille bar/pub facendo bene attenzione a schivare i ragazzini che fanno botellón come se non ci fosse un domani e vi buttate su un mojilitro (sì, un litro di mojito, impazza questa moda in tutta Andalusia e noi siamo felicissimi).

20150418_013650

Se vi fermano e chiedono se volete fumo dite di no, è pessimo!

NOTA BENE:

Ho scritto che non ho rivisto Cattedrale, Giralda e Real Alcazar: sono rimasta neanche 48 ore, quindi ho preferito dirigermi verso altro. PERÒ sono assolutamente da vedere, una, due, cento volte! Specialmente i giardini Real Alcazar, che sono la magnificenza fatta erba. Tra l’altro, se come me siete super fan di Game of Thrones, saprete che proprio nei Real Alcazar hanno ambientato e girato il Regno di Dorne (i ‘giardini dell’acqua’). Come se ci fosse bisogno di un motivo in più per vederli!

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9 commenti

  1. Incantevole!
    Anche il mojito da un litro, eh

    1. Eheh, quello è l’attrazione numero 1 😉

  2. Io pure dovrei tornarci essendoci stata alla bellezza di 53º … chissà se c’è qualche posto di tapas vegane!

    1. Yes! Alameda Rock uno dei più buoni che ho provato. Tutti nell’alameda, tanto per cambiare 😛 ho mangiato un seitan coi funghi da leccarsi i baffi…

  3. caspita, son qui da anni e non l’ho ancora vista!! sará per l’autunno ormai 😉

    1. No infatti, almeno fino a ottobre lascia che i sivigliani cuociano nel loro brodo primordiale 😛

  4. Ma il margarita da un litro ci sarebbe, per chi non ama la menta?? 🙂

    Sto cercando una meta per un weekend in viaggio,metto Siviglia in lista…

    1. Mettici Malaga! 😉

  5. Sempre magica.
    Don’t look back – telepopmusik

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